Strappare un sorriso a chi fatica a trovarne uno è stato l’obiettivo che ci siamo posti quando, cinque anni fa, abbiamo intrapreso questa attività, trasformando il nostro sogno in una realtà concreta. E da cinque anni operiamo in tal senso, circondati dall’affetto e dalla gratitudine di coloro ai quali abbiamo donato un po’ di noi.
Perché, in fondo, quando si diventa clown, si assume quasi una missione: quella di far star meglio e di portare il sorriso alle persone che ne hanno più bisogno.
Portiamo risate a domicilio, con i nostri nasi rossi invadiamo ospedali e reparti e non ne usciamo finché non abbiamo contagiato chi vi troviamo con la nostra allegria, la nostra gioia e i nostri scherzi.

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Essere clown non è semplicemente far cose divertenti per far ridere le persone. Essere clown significa fare tutto ciò per lanciare un messaggio di solidarietà a chi ne ha bisogno, per fargli sentire che non è solo nella sua battaglia, ma che può contare su una squadra di camici bianchi e nasi rossi.
È una missione che stiamo portando avanti con tenacia e che, fino ad ora, ci ha permesso di intervenire in ben 22 ospedali di 9 diverse regioni, per un totale di 5000 giornate del sorriso.
Cinque anni di sorrisi sono stati un buon inizio, ma non è abbastanza: puntiamo a fare sempre di più.